Bainvegni Fugitivs Marsch, marcia per i diritti e la dignità: 1.000 chilometri in 50 tappe attraverso la Svizzera

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La politica migratoria Svizzera degli ultimi anni si è caratterizzata per un progressivo inasprimento delle misure di accoglienza e delle procedure vere e proprie.

I serrati controlli alle frontiere e l’utilizzo sistematico del rinvio Dublino hanno reso la Svizzera un paese sempre meno attrattivo al punto che le domande d’asilo presentate nel primo semestre di quest’anno sono state poco più di 9.000: si tratta del numero di domande più basso degli ultimi sei anni. 1

Nel mondo aumentano gli sfollati e i rifugiati ma in Svizzera si accoglie sempre meno. Ma la politica d’asilo non è il solo problema con il quale devono confrontarsi le associazioni che tutelano i diritti delle persone migranti.

Le restrizioni in materia di accesso alla cittadinanza e all’assistenza sociale hanno portato il numero di migranti che soggiornano, e spesso lavorano, senza documenti a quasi 100.000 persone impiegate nel lavoro nero, senza diritto alla salute o al ricongiungimento famigliare.

Queste politiche, avvallate dalla popolazione attraverso il voto, disegnano un Paese che non solo fatica ad accogliere chi fugge dai conflitti e dalle dittature, ma che allontana tutti quegli stranieri che, pur avendo vissuto e contribuito lungamente al benessere della Svizzera, cadono in povertà.

La retorica della “barca è piena” e dell’integrazione come adesione toutcour agli usi e costumi svizzeri raccontata nel bel film del 1978 di Rolf Lyssy, “Il fabbricasvizzeri”, è più attuale che mai.

Le deportazioni nell’ambito del sistema Dublino, la chiusura delle frontiere, la detenzione amministrativa, la revoca dei permessi di soggiorno a famiglie residenti in Svizzera da oltre vent’anni, talvolta con il paradosso della separazione di genitori e figli, di fratelli e sorelle, il rifiuto dei visti umanitari sono solo alcui esempi di politiche disumane che non tengono minimamente conto dei diritti più elementari e che configurano una vera e propria epurazione della società dalle frangie più fragili e vulnerabile della popolazione residente.

La BAINVEGNI FUGITIVS MARSCH, marcia per i diritti e la dignità, che attraverserà la Svizzera dal 14 ottobre al 10 dicembre è dunque l’espressione di quella società sana, solidale e pronta ad aprirsi al prossimo, troppo spesso dimenticata, ma che esiste e svolge un ruolo molto importante nella tutela dei diritti.

Gli obiettivi che persegue la BAINVEGNI FUGITIVS MARSCH (l’uso della lingua romancia, minorità linguistica e culturale, non è casuale) sono almeno tre: 
- denunciare la politica attuale dando voce e parola a chi si batte ogni giorno sul terreno ma soprattutto a chi queste decisioni le subisce; 
- coinvolgere le comunità straniere in un movimento di emancipazione civile, pacifico che permetta loro di affermarsi in una dimensione politica; 
- unire le tante associazioni che assistono le persone migranti e che spesso hanno la sensazione di essere molto sole e di combattere una battaglia impossibile.

La BAINVEGNI FUGITIVS MARSCH si snoderà attraverso la Svizzera, con un percorso che toccherà piccoli villaggi così come le grandi città: 1.000 chilometri suddivisi in 50 tappe con una media di 20 chilometri al giorno.

La partenza è prevista il 15 ottobre da Bellinzona, nel Canton Ticino a pochi chilometri da quella frontiera calda che è stata Como – e che oggi è quasi completamente dimenticata benché gran parte dei problemi siano ancora irrisolti – ed è sostenuta dalla maggiori associazioni che in Svizzera si occupano di diritti e accoglienza.

Cammineranno volontari e rappresentanti delle comunità migranti, insieme, nella convinzione che laddove la politica fallisce è necessario ricominciare dalla base, dalla piazza, dalla semplice condivisione del cammino.

Vi aspettiamo, con scarpe comode e la voglia di condividere una bellissima esperienza di solidarietà civile.

1 http://www.swissnews24.ch/2017/07/20/calo-numero-richieste-asilo-svizzera/

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